
Con Hormuz bloccato gli Stati Uniti diventano il perno delle esportazioni petrolifere
Il nuovo equilibrio energetico favorisce Washington, che aumenta i flussi verso l'estero mentre il Golfo si restringe.
EsteriIl nuovo equilibrio energetico favorisce Washington, che aumenta i flussi verso l'estero mentre il Golfo si restringe.
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EsteriLa strategia iraniana punta a non saturare gli stoccaggi petroliferi, mentre Washington viene accusata di voler spingere il paese verso quella soglia critica.
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EsteriLa Casa Bianca dichiara conclusa un'operazione e ne apre un'altra, mantenendo alta la pressione nel Golfo e il rischio di allargamento del conflitto.
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EsteriLe notizie del 6 maggio segnalano un riavvicinamento tattico sui colloqui, con il Vaticano e i mediatori regionali sullo sfondo.
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EsteriLa scelta lessicale e formale dell'amministrazione americana viene letta come un modo per prolungare il conflitto senza un nuovo passaggio parlamentare.
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EsteriIl piano circolato negli ambienti diplomatici prova a fissare una base minima per fermare la guerra e rilanciare i negoziati sul nucleare.
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EsteriCon Hormuz in affanno e i mercati in tensione, Mosca beneficia indirettamente di un nuovo vantaggio energetico e finanziario.
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EsteriLe dichiarazioni incrociate parlano di una pausa fragile, con Teheran pronta a reagire se le forze americane torneranno a premere nel Golfo.
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EsteriLa conformazione fisica dello stretto spiega perché quel tratto di mare resti uno dei punti più vulnerabili del sistema commerciale mondiale.
Leggi l'articoloGeopolitica e relazioni internazionali

Il nuovo equilibrio energetico favorisce Washington, che aumenta i flussi verso l'estero mentre il Golfo si restringe.

La strategia iraniana punta a non saturare gli stoccaggi petroliferi, mentre Washington viene accusata di voler spingere il paese verso quella soglia critica.

La Casa Bianca dichiara conclusa un'operazione e ne apre un'altra, mantenendo alta la pressione nel Golfo e il rischio di allargamento del conflitto.

Le notizie del 6 maggio segnalano un riavvicinamento tattico sui colloqui, con il Vaticano e i mediatori regionali sullo sfondo.

La scelta lessicale e formale dell'amministrazione americana viene letta come un modo per prolungare il conflitto senza un nuovo passaggio parlamentare.

Il piano circolato negli ambienti diplomatici prova a fissare una base minima per fermare la guerra e rilanciare i negoziati sul nucleare.

Con Hormuz in affanno e i mercati in tensione, Mosca beneficia indirettamente di un nuovo vantaggio energetico e finanziario.

Le dichiarazioni incrociate parlano di una pausa fragile, con Teheran pronta a reagire se le forze americane torneranno a premere nel Golfo.

La conformazione fisica dello stretto spiega perché quel tratto di mare resti uno dei punti più vulnerabili del sistema commerciale mondiale.