Vitamina D, quanto conta davvero l'esposizione al sole
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Vitamina D, quanto conta davvero l'esposizione al sole

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L'esposizione solare moderata aiuta la sintesi di vitamina D, ma efficacia e bisogno variano per età, pelle, stagione e condizioni ambientali.

L'esposizione solare moderata aiuta la sintesi di vitamina D, ma efficacia e bisogno variano per età, pelle, stagione e condizioni ambientali. Bastano 10-20 minuti di sole su braccia e gambe, due o tre volte a settimana, per coprire buona parte del fabbisogno di vitamina D di un adulto con pelle chiara che vive in Italia. Eppure quel numero, da solo, dice poco: stagione, orario e tipo di pelle pesano molto di più di qualsiasi cronometro. La vitamina D è un pro-ormone che l'organismo produce soprattutto nella pelle, quando i raggi UVB colpiscono il 7-deidrocolesterolo e lo trasformano in vitamina D3. Da lì il fegato la elabora in 25(OH)D e i reni nel calcitriolo, la forma attiva che regola calcio e fosforo nel sangue. La quantità prodotta dipende dalla dose effettiva di UVB assorbita, e questa cambia con l'altezza del sole, le nuvole, l'inquinamento e la superficie di pelle scoperta. A tal proposito, vi sveliamo una curiosità sulle creme solari che dovreste sapere.