Svolta AMD, arriva la memoria unificata: i futuri PC saranno velocissimi ma non aggiornabili
Tecnologia

Svolta AMD, arriva la memoria unificata: i futuri PC saranno velocissimi ma non aggiornabili

·2 min di lettura

Le architetture a memoria unificata stanno diventando centrali nel computing, con AMD che punta su soluzioni sempre più potenti e flessibili.

Le architetture a memoria unificata stanno diventando centrali nel computing, con AMD che punta su soluzioni sempre più potenti e flessibili. Le architetture a memoria unificata stanno rapidamente smettendo di essere una nicchia per diventare uno dei pilastri del computing di prossima generazione. AMD ne è convinta, e lo ha ribadito chiaramente attraverso le parole di David McAfee, uno dei suoi dirigenti chiave, in un recente incontro con la stampa specializzata. Le UMA integrano CPU, GPU e memoria in un unico sistema su chip, eliminando i colli di bottiglia legati al trasferimento dati tra componenti separati. Questo ovviamente ha il contro di rendere questi sistemi difficilmente aggiornabili, proprio come quelli degli smartphone o dei Mac. Con la diffusione dell'AI agentica, quella cioè capace di operare in modo autonomo su compiti complessi, la disponibilità di pool di memoria ampi e condivisi è diventata una necessità concreta. AMD aveva già mosso i primi passi in questa direzione con la famiglia Ryzen AI MAX, capace di offrire fino a 128 GB di memoria con 112 GB dedicabili alla GPU. Ora con la serie Ryzen AI MAX 400 l'asticella si alza ulteriormente: fino a 192 GB di memoria totale, di cui 160 GB assegnabili alla GPU, con supporto a modelli linguistici da oltre 300 miliardi di parametri. Quello che rende la posizione di AMD particolarmente interessante non è solo il presente, ma la direzione verso cui guarda. McAfee ha dichiarato apertamente che le UMA influenzeranno le scelte di prodotto, la roadmap e le opzioni di deployment dell'azienda negli anni a venire. Alla domanda esplicita su un possibile Ryzen desktop con UMA, o una versione di Strix Halo con 3D V-Cache o memoria on-package, la risposta non è stata un no secco, ma una riflessione aperta su un territorio ancora da esplorare. I prossimi mesi riserveranno grosse sorprese.