

Tecnologia
Sesso e magia nera, la prostituta: "In quell'epoca c'erano i soldi e guadagnavamo circa 5mila euro al mese"
·1 min di lettura

Sesso e magia nera, la prostituta: "In quell'epoca c'erano i soldi e guadagnavamo circa 5mila euro al mese"
Redazione·1 min di lettura
“La teste ha riferito poi di aver subito minacce una volta vviato il processo”
La teste ha riferito poi di aver subito minacce una volta vviato il processo
“Arrivai in Italia nel 2018. Lavorai prima a Roma dove scappai perchè subii delle minacce dal mio pappone e poi arrivai in Campania, prima a Napoli e poi a Castel Volturno dove tutt’ora ho la mia ‘postazione e mi prostituisco”.
Sono le dichiarazioni di Priscilla rese nel processo ad 11 transgender brasiliane accusate di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla tratta di esseri umani, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di connazionali nonché di sfruttamento della prostituzione.
Dinanzi alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma, con a latere Luciana Crisci, la teste ha spiegato che “conobbi Elen da quando arrivai in Italia. Sono stata a casa sua in via Alessandria a Castel Volturno in località Ischitella e sono rimasta lì in quella casa per 2 anni e mezzo. Dividevamo l’affitto e le spese poi sono andata via e ora abito da sola. Prima di arrivare da Elen stavo in una casa a Lago Patria da Paula e pagavo 300 euro a settimana. Ho pagato per tre settimane. Ogni lunedì si faceva dare i soldi ma non so a chi li dava. Anche quando sono arrivata in Campania ho dato i soldi per lavorare. In strada però venni minacciata da Paula e da Najila. Mi minacciarono perchè io mi spostai di circa 500 metri e a loro non stava bene. Le minacce mi furono fatte da loro che erano ubriache”.


