Scegliere il monitor giusto: i 3 fattori che contano più della risoluzione
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Scegliere il monitor giusto: i 3 fattori che contano più della risoluzione

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Sotto la soglia psicologica dei 200 euro si nasconde un mercato affollato. Ecco i parametri che contano davvero.

Sotto la soglia psicologica dei 200 euro si nasconde un mercato affollato. Ecco i parametri che contano davvero. Quando si lavora da casa, il monitor è lo strumento con cui passiamo più tempo in assoluto, eppure è spesso quello su cui si risparmia per ultimo. La buona notizia è che, restando sotto i 200 euro, oggi si trovano pannelli più che adeguati. La cattiva è che le specifiche da valutare non sono quelle che il marketing mette in prima fila. Il primo nemico da neutralizzare è invisibile. Molti schermi economici usano un flickering impercettibile per regolare la luminosità: anche se l'occhio non lo nota coscientemente, il cervello lavora di più per elaborarlo, generando il classico mal di testa di metà pomeriggio. Per questo la dicitura da cercare è la tecnologia "flicker-free", meglio se affiancata a un filtro luce blu, possibilmente con certificazione TÜV Rheinland. Gran parte dell'affaticamento nasce dalla combinazione di tre fattori: lo sfarfallio della retroilluminazione, l'eccesso di luce blu e un'ergonomia carente che costringe gli occhi a sforzarsi. Sul fronte pannello, conviene puntare su una tecnologia IPS. Garantisce colori brillanti e angoli di visione ampi a 178 gradi, mantenendo l'immagine uniforme da varie posizioni. Attenzione però all'abbinamento tra diagonale e risoluzione: il Full HD su un pannello da 27 pollici resta il principale compromesso, e chi necessita di testo nitido dovrebbe considerare un formato superiore. Per la maggior parte degli usi, i 24 pollici rappresentano il punto di equilibrio ideale tra dimensioni e nitidezza.