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Ray-Ban Meta: alcuni modder riescono a spegnere il LED durante le registrazioni
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Ray-Ban Meta: alcuni modder riescono a spegnere il LED durante le registrazioni
Redazione·1 min di lettura
“Cresce il mercato illegale di modifiche ai Ray-Ban Meta per disattivare i sistemi di sicurezza; Meta annuncia azioni legali e rimozione di annunci.”
Cresce il mercato illegale di modifiche ai Ray-Ban Meta per disattivare i sistemi di sicurezza; Meta annuncia azioni legali e rimozione di annunci.
Il riscontro ottenuto dai Ray-Ban Meta è stato probabilmente superiore alle aspettative anche per la stessa Meta. Proprio tali vendite sono coincise con progetti paralleli che, come avvenuto anche in altre circostanze, hanno portato i modder a bypassare i sistemi di sicurezza.
Per prodotti come gli occhiali smart, il principale è rappresentato dalla luce a LED integrata intorno alla fotocamera che permette alle persone di capire quando si sta registrando. Un’inchiesta condotta della giornalista Joanna Stern ha messo in evidenza un mercato parallelo dedicato alla modifica hardware degli occhiali per aggirare questa ed altre protezioni integrate, sebbene Meta abbia previsto delle contromisure software: ad esempio,nel caso in cui il LED venga oscurato (come con un nastro adesivo), il sistema è in grado di rilevare l’anomalia e bloccare immediatamente la funzionalità di registrazione sullo smartphone.
I modder però sarebbero riusciti ad aggirare questo sistema, hanno svilupapto dei sistemi che costano tra 50 e 100 Dollari e consistono in interventi hardware invasivi che distruggono tale componente luminoso, rendendo di fatto inutilizzabile il sistema di segnalazione, il tutto lasciando attiva la registrazione. L’aspetto più singolare è che tali mod sono in vendita anche su piattaforme come Facebook Marketplace. Joanna Stern nel video che trovate in apertura evidenzia come la domanda per questo tipo di modifiche sarebbe in crescita, alimentata anche da fenomeni legati alla cultura dei social media e dei contenuti virali, come le registrazioni clandestine in spazi pubblici poi pubblicate online. In alcuni casi, coloro che si affidano a tali mod includono anche giornalisti operanti in contesti sensibili o utenti che considerano il LED un elemento invasivo nella normale esperienza d’uso.


