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Nuova frangia dei Casalesi, processo bis per il boss Mezzero e 6 fedelissimi
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Nuova frangia dei Casalesi, processo bis per il boss Mezzero e 6 fedelissimi
Redazione·2 min di lettura
“Dopo le pesanti condanne incassate in primo grado, la causa nata dall’inchiesta dell’Antimafia sulla presunta rete che avrebbe favorito il ritorno al crimine del capoclan approda…”
Dopo le pesanti condanne incassate in primo grado, la causa nata dall’inchiesta dell’Antimafia sulla presunta rete che avrebbe favorito il ritorno al crimine del capoclan approda in Appello
Processo bis per il boss Antonio Mezzero e 6 fedelissimi. Il capoclan di Grazzanise insieme al nipote Michele Mezzero, Carlo Bianco, Pietro Di Marta, Pasquale Natale, Andri Spahiu, Pietro Zippo, dovrà presentarsi nel mese di settembre dinanzi ai giudici della quarta sezione della Corte d’Appello.
Impugnata la sentenza di condanna del gup Antonino Santoro del Tribunale di Napoli che ha inflitto 14 anni di reclusione per il boss Antonio Mezzero; 8 anni di reclusione per Michele Mezzero, 5 anni di reclusione per Andri Spahiu, Carlo Bianco, Pietro Di Marta; 4 anni di reclusione per Pietro Zippo; 3 anni e 4 mesi di reclusione per Pasquale Natale. Il boss Antonio Mezzero e i 6 suoi ‘fedelissimi’ rispondono a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, incendio, detenzione di armi e ricettazione.
Gli imputati sono stati coinvolti nell’operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, nell’ottobre 2024 che ha portato ad altrettante misure cautelari. La complessa attività investigativa, svolta tra settembre 2022 e giugno 2023, ha permesso, attraverso attività d’intercettazione telefonica e ambientale, supportata da servizi di osservazione e pedinamento, di documentare dinamiche e definire condotte che hanno riguardato vicende relativamente recenti, che hanno coinvolto affiliati al clan dei Casalesi, di diverso spessore, attivi nei territori di Grazzanise, Santa Maria La Fossa, Vitulazio, Capua, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe e comuni limitrofi. Antonio Mezzero, storico appartenente al gruppo Schiavone, scarcerato nel luglio 2022 dopo un lungo e ininterrotto periodo di detenzione (iniziato nel marzo del 1999), pur sottoposto dapprima alla libertà vigilata e successivamente alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, si è da subito adoperato per riorganizzare il gruppo criminale e affermare il proprio controllo del territorio. Avvalendosi di persone di fiducia, tra cui anche dei parenti, ha posto in essere estorsioni in danno di imprenditori, una tentata estorsione in danno di una giovane coppia per risolvere una controversia abitativa connessa con la resistenza opposta dai due nel liberare l’appartamento in cui erano in affitto, realizzata mediante minaccia e violenza e in particolare culminata nell’incendio dell’autovettura di proprietà delle vittime. Le indagini hanno poi consentito di scoprire il tentativo di accaparrarsi la gestione di attività commerciali attraverso le quali reimpiegare proventi illeciti, ovvero nell’ottenere una tangente sulla compravendita di un capannone commerciale, del valore di oltre 1 milione di euro. Accertata la dinamica criminale della ricettazione di mezzi d’opera e materiali da cantiere, che rientrava nelle attività del sodalizio. Infatti, nel corso dell’attività sono stati restituiti ai legittimi proprietari diversi autocarri e mezzi agricoli rinvenuti dai militari subito dopo i furti (valore stimato complessivamente in circa 40 mila euro). Le indagini hanno altresì consentito di acclarare la disponibilità di armi da parte del sodalizio criminale.


