La storia del salmone morto che ha messo in crisi l'affidabilità della tecnologia
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La storia del salmone morto che ha messo in crisi l'affidabilità della tecnologia

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L'esperimento sembrò mostrare attività nel cervello del pesce, ma dietro c'era una lezione fondamentale sulla scienza.

L'esperimento sembrò mostrare attività nel cervello del pesce, ma dietro c'era una lezione fondamentale sulla scienza. Nel 2005 un gruppo di ricercatori decise di fare qualcosa di apparentemente assurdo: inserire un salmone atlantico senza vita dentro uno scanner fMRI, la tecnologia utilizzata per osservare l’attività del cervello umano. Quello che accadde dopo diventò uno degli episodi più celebri e discussi della neuroscienza moderna. L’esperimento fu condotto da Craig Bennett, allora studente alla Dartmouth College. Il team mostrò al pesce immagini di persone in diverse situazioni emotive e gli “chiese” di identificare quale emozione stessero provando. Una procedura volutamente assurda, dato che il salmone era ovviamente deceduto. Eppure, analizzando i dati, i ricercatori notarono qualcosa di incredibile: alcune aree del cervello del pesce sembravano mostrare attività neurologica. Piccoli gruppi di voxel — i minuscoli punti utilizzati nelle scansioni cerebrali — risultavano statisticamente “attivi”.