


Just Eat punta sull'IA e taglia personale: quali ruoli sono a rischio
Redazione·1 min di lettura
“L'automazione spinta dall'IA minaccia i posti di lavoro intermedi nelle piattaforme di food delivery, preoccupando sindacati e studiosi.”
L'automazione spinta dall'IA minaccia i posti di lavoro intermedi nelle piattaforme di food delivery, preoccupando sindacati e studiosi.
L’intelligenza artificiale è sempre più al centro del dibattito, e l’attenzione sull’impatto che potrebbe avere anche a livello economico è altissima anche a seguito della pubblicazione dell’enciclica di Papa Leone XIV.
In questo frangente, è molto interessante l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera da Dario Di Vico, che si sofferma ancora una volta sugli aspetti cruciali di questa gigantesca trasformazione che sta attraversando il comparto lavorativo. Il caso, pur intrecciandosi con la gig economy, non interessa i rider ma i dipendenti amministrativi e tecnici che operano dietro le quinte delle piattaforme di food delivery.
Nella fattispecie, a essere protagonista è Just Eat Takeaway, che ha avviato una procedura di licenziamento per 42 lavoratori in Italia, aprendo un confronto che ha coinvolto sindacati, sociologi del lavoro ed esperti di innovazione tecnologia. A colpire il fatto che a essere interessati non sono i corrieri che effettuano le consegne, ma figure intermedie come coordinatori territoriali, impiegati amministrativi e personale tecnico incaricato di supportare i rider nella gestione quotidiana delle attività, vale a dire quel punto di contatto umano tra la piattaforma e coloro che consegnano il cibo, cioè coloro che intervengono in caso di incidenti stradali, problemi tecnici con l’applicazione o emergenze legate al maltempo. Stando a quanto emerso, con tale riorganizzazione interna in corso, buona parte di queste funzioni verrebbe trasferita a sistemi automatizzati e software basati sull’IA, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficienti i processi operativi.


