Inquieto nel processo al fratello vivandiere di Zagaria: "Era legato a lui ma non percepiva lo stipendio"
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Inquieto nel processo al fratello vivandiere di Zagaria: "Era legato a lui ma non percepiva lo stipendio"

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Dinanzi ai giudici d'Appello il neo pentito ha riferito in modo superficiale i legami del germano col boss dei Casalesi

Dinanzi ai giudici d'Appello il neo pentito ha riferito in modo superficiale i legami del germano col boss dei Casalesi “Vincenzo aveva uno stretto legame con Michele Zagaria, contemporaneo al mio del resto. Non percepiva però uno stipendio. C’è stato un passaggio di ‘pizzini’ ma non so riferire sul contenuto o a chi fossero stati dati effettivamente”. Sono le dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Nicola Inquieto rese nel processo d’Appello a carico del fratello Vincenzo, vivandiere di Michele Zagaria, l’idraulico che nel 2011 ospitò il boss dei Casalesi, detto Capastorta, nella sua abitazione di via Mascagni a Casapesenna. Proprio lì il 7 dicembre 2011 il capoclan fu arrestato dalla squadra mobile della questura di Caserta, ponendo fine a una latitanza durata oltre 16 anni. Dinanzi alla terza sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Mario Roberto Gaudio, Nicola Inquieto, fratello dell’imputato - colletto bianco del clandei Casalesi, già condannato per associazione mafiosa e da alcuni mesi collaboratore di giustizia - ha riferito che “mio fratello aveva preso dei lavori per l’intercessione di Michele, prima del 2004 perchè poi mi sono trasferito in Romania e non ho saputo più nulla. Non so dire quali o l’importo”.