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Dallo smartphone alla grande fotografia: il viaggio creativo di Brahmino con Oppo
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Dallo smartphone alla grande fotografia: il viaggio creativo di Brahmino con Oppo
Redazione·2 min di lettura
“Durante una masterclass a Milano, Simone Bramante ha mostrato come gli smartphone possano ormai sostituire le fotocamere tradizionali.”
Durante una masterclass a Milano, Simone Bramante ha mostrato come gli smartphone possano ormai sostituire le fotocamere tradizionali.
Gli smartphone possono essere utilizzati al posto delle classiche fotocamere professionali? Fino a qualche anno fa sembrava impossibile ma oggi non è più così.
La dimostrazione arriva da Oppo, che ha organizzato a Milano una masterclass fotografica con protagonista Simone Bramante. Bramante, conosciuto in tutto il mondo come Brahmino, ha parlato della sua esperienza con il nuovo top di gamma di OPPO, che abbiamo analizzato nella nostra recensione del Find X9 Ultra.Il fotografo e direttore creativo ha raccontato un viaggio tra estetica, tecnica e visual storytelling, dimostrando come lo smartphone possa ormai a tutti gli effetti sostituire l'attrezzatura tradizionale, magari non in tutte le circostanze, ma con risultati molto evocativi, come si può vedere dalle immagini immortalate da Brahmino sulle coste tra l'Emilia-Romagna e il Veneto."La luce non è semplicemente descrizione, ma è emozione", ha affermato Bramante con grande convinzione illustrando i suoi scatti. Ha poi spiegato come il dispositivo sia riuscito a catturare le transizioni delicate tra luci e ombre sui volti femminili ritratti, mantenendo una texture della pelle naturale e superando uno degli scogli più complessi della fotografia. A stupire il fotografo è stata proprio la fedeltà dei colori, storicamente critici per i telefoni: l'azzurro del cielo e i verdi della vegetazione sono stati riprodotti in modo impeccabile, e senza bisogno di post produzione intensiva.La rappresentazione realistica del colore è agevolata dalla True Color Camera, un sensore dedicato esclusivamente a leggere i colori reali per supportare le quattro fotocamere del Find X9 Ultra. Questa flessibilità nelle lunghezze focali ha permesso a Bramante di scattare a distanze elevate con risultati nitidi e con una IA mai invasiva. "Con lo stesso device in pochi secondi ho fatto un faro, ho fatto l'ambiente e ho fatto un ritratto", ha raccontato entusiasta parlando del suo flusso di lavoro.Infine, l'elemento forse più dirompente per un professionista del calibro di Bramante: la quasi totale assenza di necessità di post-produzione, come abbiamo anticipato. Il dispositivo lavora in maniera talmente pulita, autentica e fedele alla scena originale, che le immagini non necessitano di correzioni in editing.Bramante ha svelato sorridendo un simpatico aneddoto legato proprio alle sue recenti sessioni di scatto: "Un po' mi ha frustrato perché mi sono abituato a lavorare su dei preset miei nel corso degli anni, ma con queste foto ho detto 'Va bene così'". La masterclass milanese ha in definitiva lasciato un messaggio tanto semplice quanto potente: la grande fotografia nasce sempre dal punto di vista e dall'immaginazione umana, ma il giusto strumento tecnologico è ciò che trasforma quella visione in realtà.
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