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Da Tokyo uno switch spintronico che promette processori più veloci e meno caldi
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Da Tokyo uno switch spintronico che promette processori più veloci e meno caldi
Redazione·1 min di lettura
“Il dispositivo sperimentale sviluppato all'Università di Tokyo punta a combinare commutazione rapidissima, minori consumi e quasi assenza di dissipazione.”
Una ricerca dell'Università di Tokyo apre un fronte interessante nel modo in cui potrebbero essere costruiti i processori del futuro. Il gruppo ha sviluppato un dispositivo di commutazione magnetica capace, almeno in laboratorio, di lavorare a velocità di picosecondi con consumi molto contenuti e una produzione di calore quasi nulla.
Il punto più rilevante non è solo la rapidità, ma l'equilibrio tra prestazioni ed efficienza. Se questo tipo di switch riuscisse a trovare una traduzione industriale, potrebbe offrire una risposta a uno dei problemi storici dell'informatica avanzata: aumentare la potenza senza pagare tutto in dissipazione termica ed energia.
La ricerca si colloca nel campo della spintronica, che prova a sfruttare proprietà magnetiche degli elettroni oltre alla semplice carica elettrica. È una linea studiata da anni, ma ogni volta che produce risultati concreti torna a riaccendere l'attenzione perché potrebbe cambiare la base materiale delle CPU.
La distanza tra laboratorio e mercato, come sempre, resta ampia. Ma il valore di questi risultati sta proprio nel mostrare che una strada alternativa ai transistor tradizionali continua a essere percorribile.


