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Blitz dei carabinieri in Comune, fari della Procura sulla cementificazione mai finita
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Blitz dei carabinieri in Comune, fari della Procura sulla cementificazione mai finita
Redazione·2 min di lettura
“Acquisiti nuovi atti sulle costruzioni a 'Madama Vincenza'”
Acquisiti nuovi atti sulle costruzioni a 'Madama Vincenza'
Blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa al Comune di Teverola. I militari, coordinati dai sostituti procuratori Patrizia Dongiacomo e Cesare Sirignano, hanno acquisito il carteggio relativo alle recenti edificazioni realizzate in località ‘Madama Vincenza’, area già finita al centro dell’inchiesta sui permessi a costruire che aveva coinvolto, tra gli altri, gli ex sindaci Tommaso Barbato e Biagio Lusini, tecnici, amministratori e imprenditori.
Il nuovo accesso negli uffici comunali, in particolare l'ufficio tecnico, riaccende i riflettori, forse mai spenti, della Procura di Napoli Nord su quella zona e non è escluso che possa esserci una seconda tranche dell’indagine. Gli uomini dell’Arma avrebbero infatti acquisito gli atti relativi agli interventi edilizi proseguiti nell’area, per verificare titoli, autorizzazioni e passaggi amministrativi legati alla lottizzazione. Una parte di quel fronte investigativo era già stata oggetto delle contestazioni iniziali. Secondo la prima ipotesi accusatoria attorno alla cosiddetta ‘lottizzazione Schiavone’ sarebbe ruotata una presunta corruzione legata al rilascio di permessi a costruire.
La Procura normanna aveva infatti ipotizzato una tangente da 15mila euro e un sistema di pressioni sull’ufficio tecnico per sbloccare pratiche edilizie ritenute irregolari, con la realizzazione di due corpi di fabbrica per 119 abitazioni su terreni agricoli proprio nella zona ‘Madama Vincenza’ e con un aggravio del carico urbanistico. La sezione del Riesame del Tribunale di Napoli ha però annullato alcune contestazioni, tra cui quella relativa alla lottizzazione Schiavone, e la Cassazione ha poi respinto il ricorso della Procura, confermando lo stop a quella parte dell’impianto accusatorio. Alla base della decisione c’era anche il tema dell’inutilizzabilità di parte delle intercettazioni, disposte dalla Dda partenopea e poi confluite nel fascicolo di Napoli Nord. La Procura normanna però ha disposto la chiusura delle indagini preliminari per undici persone e chiesto l’archiviazione per altre quattro. Le accuse, contestate a vario titolo, riguardano presunti episodi di corruzione e irregolarità nel rilascio di permessi edilizi, oltre a un capitolo legato alla procedura per la nomina del responsabile dell’ufficio tecnico comunale.


