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La guerra con l'Iran consuma le scorte militari americane più in fretta del previsto
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La guerra con l'Iran consuma le scorte militari americane più in fretta del previsto
Redazione·1 min di lettura
“Analisi indipendenti segnalano un impatto pesante sulle riserve statunitensi di munizioni e missili a guida di precisione.”
Alcune recenti analisi indipendenti formulate da centri studio di riconosciuto prestigio come il Royal United Services Institute (Rusi) e il Center for Strategic and International Studies (Csis) convergono sulla stessa conclusione: la guerra sferrata contro l’Iran sta intaccando significativamente le scorte statunitensi di munizioni critiche.
Secondo i calcoli del Csis, gli Stati Uniti hanno consumato almeno il 45% del loro arsenale di missili a guida di precisione; il 50% delle riserve di intercettori per sistemi Thaad e Patriot; il 30% delle scorte di missili da crociera Tomahawk; il 20% dei missili aria-terra a lungo raggio e circa il 20% degli intercettori Sm-3 e Sm-6 per il sistema Aegis.
Sul tema è tornato anche il New York Times calcolando, sulla base di confidenze rese da alcune fonti interne al Congresso e al Pentagono, che gli Stati Uniti hanno consumato dall’inizio della guerra circa 1.100 missili da crociera a lungo raggio Jassm, pari al 50% circa delle scorte; oltre 1.000 missili da crociera Tomahawk, che hanno richiesto circa un decennio per essere ammassati nelle riserve; più di 1.200 intercettori Patriot e 1.000 missili di precisione terra-aria Atacms, lasciando le scorte a livelli molto bassi.
La guerra con l’Iran ha in altri termini prosciugato in modo significativo gran parte delle scorte globali di munizioni delle forze armate statunitensi e stornato a beneficio del CentCom (il distaccamento che gestisce il conflitto in Medio Oriente) bombe, missili e altro materiale bellico prelevato dall’EuCom e dall’IndoPaCom.


