

“Il dossier Hormuz e l'escalation militare mostrano come Riad stia prendendo più distanza dalle scelte di Washington.”
C’è l’Arabia Saudita dietro alla sospensione dell’operazione americana Project Freedom nello Stretto di Hormuz.
Quello che negli ultimi anni si era ritagliato il ruolo di principale alleato degli Stati Uniti nel Golfo, nonché nemico giurato dell’Iran per la leadership nella Penisola, rimane nelle retrovie della guerra e, anzi, diventa un ostacolo alle ambizioni belliciste di Washington e Israele negando l’utilizzo delle proprie basi.
Anche a Teheran sembrano averlo capito, tanto che le azioni militari della Repubblica Islamica si sono concentrate soprattutto sugli Emirati Arabi Uniti che, invece, hanno l’ambizione di diventare un partner sempre più affidabile per la Casa Bianca.
La guerra all’Iran, spiega a Ilfattoquotidiano.it Neil Quilliam, ricercatore associato nel programma per il Medio Oriente e Nord Africa della Chatham House di Londra, non ha quindi solo ristabilito i rapporti di forza nella Penisola Arabica, ma sta allontanando gli Usa da quello che era il suo primo alleato: l’Arabia Saudita.


